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Proprio per la sua forma lunga e stretta che si protende dalle Alpi verso il mare, l’Italia ha un solo bacino idrografico di grande portata: il Po, che scorre nella zona Nord della penisola.
Gli altri fiumi hanno percorsi piuttosto brevi e la portata delle acque è modesta, se si escludono quelli che discendono, come il Po, dalle Alpi: d’estate questi fiumi sono alimentati dallo scioglimento dei ghiacciai, in autunno e in primavera dalle piogge mentre, in inverno, vivono il periodo più secco.
Se i fiumi maggiori consentono gradevoli escursioni in barca, canoa, traghetto, i fiumi minori sono altrettanto interessanti: seguirne il corso a piedi può portare infatti a scoprire parti del nostro territorio veramente meravigliose e quasi incontaminate dove la flora e la fauna sono straordinariamente ricche e uniche.
Certo non tutti i fiumi del nostro Paese sono in buone condizioni e per quasi tutti dobbiamo oggi parlare di tratti più o meno inquinati per motivi legati all’industria o all’agricoltura. Molti invece, sono stati modificati da opere di "ingabbiamento" delle acque, costrette oggi a scorrere fra due ali di cemento. Anche lo sfruttamento del territorio a fini abitativi ha determinato riflessi problematici sull’esito delle piogge che riversano, anche nei fiumi apparentemente meno significativi, notevoli quantità di detriti, determinandone a volte lo straripamento.
Fortunatamente, molte zone vengono oggi tutelate e questo ci permette di godere ancora di un patrimonio prezioso e delicato.
Vi offriamo una scheda descrittiva delle caratteristiche principali dei fiumi che bagnano il nostro territorio per un tratto superiore ai 160 km.
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