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La differenza di profondità fra i vari bacini minori, determina un movimento di circolazione delle correnti superficiali opposto a quello delle correnti più profonde.
Inoltre, il Mediterraneo comunica con l’Oceano Atlantico a Ovest (Stretto di Gibilterra), con il Mar Rosso a Sud-Est (Stretto di Suez) e quindi anche con l’Oceano Indiano. Tuttavia, non riceve un contributo significativo di acque da questi mari limitrofi, pertanto le sue maree si limitano ad escursioni di poche decine di centimetri e le correnti non sono molto forti.
Anche le piogge non riescono a portargli un quantitativo di acque dolci sufficiente a compensare l’evaporazione che subisce durante la stagione calda. Questi fenomeni determinano il fatto che le acque del Mediterraneo siano movimentate prevalentemente dai venti e dalle differenze di temperatura e di salinità che si incontrano nei diversi strati di acqua, nel corso delle stagioni.
Una seconda conseguenza è la scarsa presenza di sostanze nutritive che, portate dalle correnti più profonde, defluiscono verso l’Atlantico e difficilmente riescono ad affluire verso il Mediterraneo da altri mari. Nonostante ciò, come mare temperato, il Mediterraneo è abitato da numerosissime specie, sottoposte ad un intenso sfruttamento da parte dei pescherecci di tutti i Paesi che vi si affacciano.
I fondali possono essere rocciosi, sabbiosi e fangosi. Il fondo roccioso è ricco di alghe, di pesci particolarmente colorati (soprattutto nelle zone più superficiali che usufruiscono di maggiore luminosità), di ricci, molluschi, stelle marine, crostacei.
Il fondo sabbioso è abitato da animali che vi si nascondono scavando e da praterie di Posidonia, una pianta importantissima per l’ossigenazione delle acque e per la vita dei pesci, che vive solo nel Mediterraneo e oggi è in grave regresso a causa dell’inquinamento delle coste.
Il fondo fangoso è formato da un insieme di detriti minuscoli mescolati a piccole pietre e gusci, regno della rana pescatrice e del palombo.
Lungo le coste si possono ammirare altre conformazioni particolari come le grotte e gli stagni costieri che contengono acque salmastre, ovvero in parte dolci (provenienti dalla foce dei fiumi che vi si immettono) e in parte salate (provenienti dal mare con il quale sono in comunicazione).
Il Mar Mediterraneo è un mare di grande importanza storica nonostante le sue dimensioni siano veramente minime (1%) se messe a confronto con l’intera massa delle acque che occupa il globo terrestre. Anticamente fu soprannominato "Mare Nostrum" ma il suo nome significa "centro del mondo" e questo la dice lunga sulla considerazione di cui ha goduto nei secoli.
Fra le popolazioni che hanno abitato le sue coste dobbiamo annoverare l’uomo di Neanderthal e, soltanto 100.000 anni fa, l’Homo Sapiens che si spostava da un territorio all’altro (probabilmente in cerca di condizioni atmosferiche e di approvvigionamento migliori) nei periodi di glaciazione che rendevano praticabili ampi tratti di territorio precedentemente occupati da acque alte.
Alcune di queste tribù nomadi rimasero bloccate a lungo in luoghi che, nei periodi di clima più caldo, diventavano improvvisamente isole, come la Sardegna.
Lentamente, le popolazioni si sono spinte su tutte le coste che si affacciavano sul Mar Mediterraneo dando il via a quell’incontro di culture che da sempre domina la civiltà occidentale.
Questo determinò a lungo la pericolosità della vita dei popoli che si stabilivano lungo le coste per sfruttare la maggiore fertilità del terreno e il clima più mite. Essi cominciarono ben presto ad erigere fortificazioni difensive che sono rimaste nel tempo in tante zone costiere del Mediterraneo. Chi rimaneva più lontano dal mare era costretto a lottare contro le intemperie e a lavorare sodo per ricavare quegli appezzamenti di terreno coltivabili (terrazzamenti) che possono essere considerati, ancora oggi, la seconda caratteristica dei paesi mediterranei.
Fra i popoli che ci hanno trasmesso la loro cultura costruendo basi di civiltà che sono durate per molte generazioni o addirittura per alcuni millenni, gli Egizi, i Fenici, i Greci e i Romani hanno lasciato quelle testimonianze grandiose che fanno del nostro Paese un tesoro di arte e cultura inestimabile a livello mondiale.
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