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LE ORIGINI D'ITALIA

Dalla preistoria alla storia
La preistoria d'Italia fino al Cristianesimo

L'Italia risulta essere abitata da tempi assai remoti, sin dal paleolitico; molti resti di uomini primitivi sono stati trovati in diverse parti d'Italia e risalenti all'Età della Pietra.
Significativi sono stati i ritrovamenti nella Liguria occidentale, presso Mentone, in una caverna detta dei "Balzi Rossi", che hanno permesso di dedurre con quasi certezza che gli uomini che l'abitarono non vivevano di pastorizia o agricoltura, ma di caccia e pesca. Usavano infatti utensili assai rozzi, di osso e di selce non levigata, non usavano ancora l'argilla per la costruzione di vasi.
In un certo senso le tribù dei Balzi Rossi erano però già piuttosto attente ad abbellire la propria persona con collane e monili, fatti di conchiglie e vertebre di pesce; oggetti che venivano anche messi nelle tombe dei defunti come segno di pietà e devozione.
I defunti venivano seppelliti nelle grotte dopo aver tinto di rosso d'ocra in tutto o in parte il loro corpo, coperti dalle pelli usate in vita e contornati dagli oggetti a loro cari.
Molte altre località in Liguria sono ricche di reperti del paleolitico che viene diviso in ere.

Il Paleolitico Inferiore in Liguria

Il Paleolitico ha inizio con la prima pietra scheggiata dall'uomo e copre circa due milioni di anni caratterizzati climaticamente dall'alternarsi di periodi di grandi glaciazioni.
Il Paleolitico Inferiore corrisponde al periodo più lungo della nostra preistoria, è conosciuto frammentariamente e il suo inizio è legato alla comparsa dell'uomo.
La parte più antica riguarda soprattutto l'Africa, dove l'uomo compare un milione di anni prima che in Europa.
In Europa occidentale l'uomo sembra infatti apparire circa 800.000 anni fa, anche se i giacimenti datati con sicurezza a questo periodo sono ancora rari.
Si ritiene generalmente che tra 200.000 e 300.000 anni fa si sia poi verificata una serie di cambiamenti che segnarono la fine del Paleolitico Inferiore.
Anche se in modo non del tutto preciso, sembra che si possa far coincidere la fine del Paleolitico Inferiore con la fine dell'Homo erectus, cui si attribuisce il controllo della caccia e del fuoco, con l'inizio della diffusione dell'Homo sapiens e il probabile inizio di un linguaggio articolato.
In Liguria le testimonianze di questo periodo sono molto scarse e si trovano nella Grotta del Caviglione nel complesso dei Balzi Rossi (Grimaldi di Ventimiglia, Imperia), e nella Grotta del Colombo, facente parte del complesso di Toirano (Savona).

Il Paleolitico Medio in Liguria

Il Paleolitico Medio corrisponde ad un periodo che va all'incirca da 230.000 a 35.000 anni da oggi, nel corso del quale si sviluppano in tutta Europa le popolazioni neanderthaliane.
L'Homo sapiens neanderthalensis fu il primo uomo fossile riconosciuto come diverso da quello attuale e prende il suo nome da una piccola grotta vicino Dusseldorf in cui nel 1857 vennero alla luce resti incompleti di uno scheletro.
I Neanderthaliani abitarono l'Europa per un lungo periodo. L'evoluzione di questa specie può essere seguita a partire da circa 300.000 anni fa, grazie ai numerosi reperti rinvenuti.
I fossili di questa popolazione si caratterizzano rispetto all'uomo moderno per la modesta statura (circa 1.60 m) e la robustezza. Erano infatti dotati di una struttura corporea piuttosto tozza, e avevano una volta cranica assai sviluppata, con una forte arcata sopraorbitaria, una mascella grande e una mandibola robusta priva di mento.
Sul piano culturale i neanderthaliani ci hanno lasciato un complesso di manufatti che prende il nome di "Musteriano" (dal sito Le Mustier in Francia).
Il Paleolitico Superiore in Liguria coincide nello sviluppo con quello dell'Italia settentrionale.
Inizia circa 35.000 anni prima della nostra era, durante la fase finale dell'ultima glaciazione (detta del Wurm), e termina intorno a 10.000 anni da oggi in coincidenza con il riscaldamento del clima che segna invece la fine dell'epoca glaciale.
In questo arco di tempo quindi, nella maggior parte dei siti, si trovano resti di fauna indicatrice di clima freddo come la Renna, il Mammut e il Rinoceronte lanoso, la cui caccia costituisce per l'uomo dell'epoca la principale risorsa.
Ma l'inizio del Paleolitico Superiore coincide anche con la comparsa in Europa dell'Homo sapiens sapiens, ovvero dell'uomo "moderno" che va diffondendosi e via via sostituendosi all'Homo sapiens neanderthalensis vissuto e poi estintosi durante il Paleolitico medio (230.000-35.000 anni da oggi).
Con l'apparizione di questa nuova specie avviene una vera e propria rivoluzione nelle innovazioni della cultura materiale: la lavorazione della pietra (industria litica) si perfeziona attraverso un migliore sfruttamento della materia prima. Compaiono anche nuove materie prime come l'osso, l'avorio, il corno di cervo, dando luogo a punteruoli, bastoni forati, aghi, arpioni, oltre che ornamenti.
In Italia settentrionale a queste innovazioni corrispondono diversi periodi che si susseguono cronologicamente.
L'inizio del Paleolitico Superiore viene anche denominato "Aurignaziano" e va da circa 35.000 a 28.000 anni fa.
Segue il "Gravettiano" che si sviluppa tra 28.000 e 20.000 anni fa, ed infine l'"Epigravettiano" che corrisponde ad un arco di tempo che va da 20.000 a 10.000 anni fa.
Al di là delle innovazioni nella cultura materiale, la comparsa dell'Homo sapiens comporta una rivoluzione soprattutto nel meccanismo della logica e nel modo di pensare, che non ha paralleli nelle precedenti tappe dell'uomo preistorico.
E' un "nuovo" tipo di uomo capace di accumulare molte pił informazioni rispetto ai suoi predecessori, con un periodo d'infanzia pił prolungato, con un particolare insieme di dati somatici, ma soprattutto con capacità cerebrali molto particolari che gli hanno dato una nuova dimensione emotiva.
Compaiono con lui le prime manifestazioni chiaramente simboliche quali le sepolture, l'arte figurativa, gli ornamenti.
L'arte parietale (perlopiù in grotta) e quella mobiliare (satuette, pietre dipinte o graffite ecc.) ci rivelano l'esistenza di credenze molto complesse, di pratiche abituali e diffuse. In particolare, per quanto riguarda l'atteggiamento nei confronti dei defunti, si può affermare che esistono concetti concernenti la visione di una vita extraterrena, la credenza della sopravvivenza dopo la morte.
L'atteggiamento rituale verso il morto diventa una prassi costante, comune a diverse località, anche se per certi versi si esprime attraverso un'esaltazione della vita.
Dipingere o spalmare il defunto di ocra rossa (un pigmento naturale di origine ferrosa), dandogli il colore del sangue, o servirgli offerte di cibo, o accompagnarlo di oggetti personali, sono atti che riconducono più alla vita che alla morte.
Alcune caratteristiche come la frequente localizzazione delle opere d'arte nelle parti pił oscure ed inaccessibili delle grotte, l'accentuato realismo delle molte raffigurazioni di animali, la quasi totale mancanza di immagini antropomorfe, la presenza di segni geometrici e impronte di mani, hanno un significato sicuramente sfuggente.
Ma è sicuro invece che tutti questi complessi simbolici esprimono e allo stesso tempo producono valori, credenze e conoscenze fondamentali per la vita associata.
Nel simbolico si riflette la realtà e anche l'insieme delle aspettative, dei desideri e dei sentimenti proiettati sulla realtà. In Liguria i siti in cui sono sicuramente attestati livelli del Paleolitico Superiore si trovano soprattutto a Ponente e al confine con la Francia.
Questi sono: il complesso dei Balzi Rossi (Grimaldi di Ventimiglia, Imperia), la Caverna delle Arene Candide (Finale Ligure, Savona), la Grotta della Basura (Savona), l'Arma delle Manie (Finale Ligure, Savona), l'Arma di Nasino (Val Pennavaira, Savona), l'Arma dello Stefanin (Val Pennavaira, Savona).
In particolare nelle grotte dei Balzi Rossi sono state rinvenute molte sepolture oltre che testimonianze di arte parietale e mobiliare. Anche nella Grotta delle Arene Candide sono presenti molte sepolture (più di 20), tanto da far pensare ad una vera e propria necropoli.
Nella Grotta della Basura, una delle cavità delle Grotte di Toirano, vi sono attestazioni di frequentazione da parte dell'uomo preistorico documentate da impronte di piedi e di mani.
Gli altri siti, scavati più recentemente, hanno dato invece il loro contributo soprattutto per la comprensione delle stratigrafie e quindi delle datazioni relative al Paleolitico Superiore.

Il Neolitico in Liguria

Tra la fine del ciclo climatico denominato Boreale (6800-5500 a.C), e la prima parte di quello denominato Atlantico (5500-2500 a.C), si sviluppa la cultura degli ultimi cacciatori-raccoglitori che, progressivamente e in diversi modi, vengono coinvolti in quei processi definiti di neolitizzazione che condurranno all'affermarsi di una economia produttiva basata sull'agricoltura e sull'allevamento.
Questa trasformazione è accompagnata dall'introduzione di nuove tecniche, come la produzione di ceramica, da cambiamenti importanti nei modi di occupazione dei siti e dei territori. L'uomo diventa sedentario, ed è verosimile che ciò abbia prodotto conseguenze sull'organizzazione interna della società e sulla ideologia.
Tale trasformazione è stata spesso denominata "rivoluzione neolitica" proprio per sottolineare l'importanza di questo insieme di cambiamenti.
E' a partire da questo momento che nell'area costiera occidentale della Liguria si insediano uomini portatori di una ceramica con decorazione impressa simile a quella definita "Cardial" (dal nome della conchiglia con cui venivano effettuate le impressioni) della Francia meridionale.
La più antica fase del Neolitico viene quindi fatta coincidere con quella che è definita la Cultura della Ceramica Impressa, cui segue la Cultura del vaso a Bocca Quadrata, ed infine la Cultura Chassey-Lagozza, corrispondente invece alla fase finale del Neolitico.
In Liguria però la maggior parte dei siti con testimonianze di questo periodo si trovano purtroppo solo in grotta.
Siti come la Caverna delle Arene Candide, o la Grotta della Pollera dovevano sicuramente far parte di un sistema insediativo molto più articolato ed esteso che comprendeva sicuramente abitati all'aperto nella fascia costiera oggi invasa dal mare.
Le stratigrafie principali in cui si sono trovati materiali attribuibili al Neolitico sono nelle già citate grotte delle Arene Candide (Finale Ligure, Savona) e della Pollera (Finale Ligure, Savona).
Si aggiungono il Riparo di Pian del Ciliegio (Savona) e in Val Pennavaira (Savona) l'Arma di Nasino, l'Arma dello Stefanin, la Grotta del Petrusello, la Tana del Barletta.
Gli uomini primitivi, abitanti del nord Italia, sia pure lentamente progredivano ed i loro arnesi erano sempre più levigati e curati, ma non erano di ferro, per cui il sopravvenire di popoli dall'Asia centrale, attraverso le Alpi Giulie, muniti di armi di metallo, finirono per sottometterli o costringerli alla fuga.
Un ondata di popolazioni asiatiche invase l'Italia fino alla Sicilia per cui gli abitanti spesso si rifugiavano sulle cime montuose per meglio organizzare le loro difese.
Alcuni gruppi di popolazioni immigrate sul suolo dell'Italia si radicarono sul territorio conquistato dando origine ad intere aggregazioni, formando popoli sparsi e distinti fra loro lungo tutta la penisola.
Sorsero così i Latini nell'Italia centrale, gli Itali o Enotri nell'Italia meridionale, i Siculi o Sicani nella Sicilia. I Sicani così chiamati dal nome "sica", corrispondente ad un pugnale di rame da loro usato.
Con questi popoli, venuti in Italia già in possesso di armi ed attrezzi di metallo, inizia un percorso di civiltà in Italia e viene sviluppata l'agricoltura. Il nome Italia quindi sembra provenire dagli Itali, abitanti di una zona corrispondente all'incirca all'attuale Calabria.
I popoli che a varie ondate calarono in Italia, vivevano in capanne o villaggi costruiti su palafitte, specialmente quelli della Pianura Padana.
La Valle Padana allora non era così ricca, anzi, era paludosa, coperta da acque stagnanti, sottoposta spesso allo straripamento del Po e dei suoi affluenti, ma non per questo disabitata. I palafittocoli, così vengono chiamati gli abitanti delle palafitte, sembra venissero da Germania, Austria e Svizzera, dopo aver attraversato il Brennero o i Valichi delle Alpi Retiche.
I palafittocoli, che inialmente costruivano le loro dimore nei pressi di foci e lungo le rive di fiumi o a ridosso di laghi, cominciarono a penetrare nell'interno della pianura padana, sulla terra ferma, ma non per questo rinunciarono a costruire le loro palafitte.
Infatti, in Emilia, ove sono stati rinvenuti cumuli a testimoniare la presenza di palafitte preesistenti, i contadini chiamavano tali ammassi "terremare", perché terre nere e grasse, molto fertili in quanto erano avanzi di villaggi palaffittocoli e quindi ricchi di residui organici.
Sul finire dell'età del bronzo, arrivavano in Italia gli Etruschi, di cui non si conosce bene la provenienza. ma certo fu un popolo che ben presto segnò un tratto della storia d'Italia per arte, lavoro, cultura e commercio fissando dimora abituale soprattutto nell'attuale Toscana.
Al periodo della presenza Etrusca in Italia si deve lo sviluppo del commercio via mare, attraverso il Mar Tirreno, il cui nome sembra pervenga proprio dagli Etruschi che i greci solevano chiamare Tirreni, da cui Mar dei Tirreni.
Il forte impulso dato al commercio marittimo con la Sicilia, con l'Egitto, con l'Africa, la Grecia e forse anche l'Asia Minore portava ricchezza e potere al popolo etrusco, che continuava a crescere economicamente, culturalmente e demograficamente.
Ma l'attività degli Etruschi si sviluppava anche sulla terra ferma raggiungendo diverse città italiane, ove impiantavano loro opere acquisendo sempre più potere territoriale e commerciale, fino ad estendersi in Campania, nella Valle Padana, in Liguria, nell'Isola d'Elba e parte della Corsica. Nella loro espansione sul territorio fondarono le cittù di Volterra, Populonia, Vetulonia, Chiusi, Tarquinia, Perugia, Cortona, Arezzo e Fiesole.
La potenza etrusca in Italia raggiunse il massimo splendore intorno al V° secolo a.C.
Gli Etruschi avevano una forma di paura e contrarietà verso le divinità, perché le consideravano più contro gli umani che a favore; la morte veniva considerarta una divinità, rappresentata da un mostro dal becco di aquila che stringe nel suo pugno delle vipere.
Gli Auguri, sacerdoti Etruschi che erano chiamati ad interpretare i segni delle divinità, spesso per invocare gli spiriti benigni, anche con riti sacrificali.
Naturalmente l'Italia fu abitata anche da popoli venuti attraverso il mare, il Mediterraneo rappresentò una grande via di comunicazione sulle cui sponde ormai si affacciavano diversi popoli e civiltò.
Tra i popoli che amarono stabilirsi lungo le coste italiane vi furono i Fenici, che possedevano delle colonie tra cui Palermo in Sicilia e Cagliari in Sardegna, ed i Greci, i quali si insediarono lungo le coste, creando delle colonie tra cui ricordiamo intorno all'VIII sec. a.C. Cuma. Intorno al VI sec. a.C. essi avevano già fondato città come Nasso, Siracusa, Gela, Agrigento, Zancle(Messina) in Sicilia, sulla penisola Reggio Calabria, Crotone, Sibari, Metaponto, Taranto. L'insieme di queste colonie costituiva la Magna Grecia: una grande civiltà sviluppatasi sul territorio con l'introduzione dell'alfabeto, sistemi di pesi e misure, tipi di monete, elementi di scienza, architettura, opere d'arte, credenze e religiosità pagana, coltivazioni dell'ulivo e della vite.
L'Italia, invasa dai colonizzatori, era ormai un territorio completamente abitato: i Siculi nel territorio interno della Sicilia, i Greci sulle coste della Sicilia e della Calabria, lungo la costa tirrenica fino al Golfo di Napoli, Umbri-Sabini-Sanniti su parte della Campania interna, Puglia lato mare Adriatico e fino all'inizio della Romagna, gli Etruschi in Toscana, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, Veneti ed Euganei nella Laguna Veneta, i Liguri nella parte nord-ovest della Liguria, i Volsci e Latini nel Lazio. Furono proprio questi ultimi che di lì a poco avrebbero costituito l'impero più grande e potente di tutto il Mediterraneo, l'impero di Roma che dominerò lo scenario storico, politico ed economico dell'Italia e di tutto il Mediterraneo, unificando popoli e territori.

Nota della Redazione di Info Turismo Italia
la sintesi storica qui pubblicata deriva da ricerca diretta su testi storici e bibliografici, ferma comunque ogni disponibilità per approfondimenti ed ampliamenti da parte di chi fosse direttamente interessato sia a livello personale che istituzionale. Per ogni rilievo o puntualizzazione si prega indirizzare a:




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